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LA MIA VAGINA



Al Wallstone Dream interessano le storie delle persone, l’ascolto dei più deboli, di quelle categorie che non risultano vincenti sul piano culturale e sociale, perché portatori di una complessità a cui prestare attenzione e spesso di un dolore che non vogliamo vedere. Come il dolore delle donne e dei bambini.

Per quanto vogliamo crederci, per quanto il mondo stia spingendo nella direzione di princìpi come il successo, l’apparenza che si ferma alla superficie, il controllo onnipotente sui noi stessi e le condizioni esterne a noi, in realtà abbiamo ben poco potere e siamo in balìa di un’esistenza che non ha regole, che non ti avvisa, di una vita che la maggior parte delle volte spiazza.



“La mia vagina. Un umido villaggio vivente di acqua. La mia vagina, la mia città natale.

Non da quando hanno fatto a turno per sette giorni con quella puzza di escrementi e carne affumicata, e hanno lasciato il loro lurido sperma dentro di me. Sono diventata un fiume di veleno e di pus e tutti i raccolti sono morti, e anche i pesci.


La mia vagina

umido villaggio vivente di acqua.

Loro l’hanno invaso. L’hanno massacrato e bruciato.

Io non tocco adesso.

Non ci vado mai.

Io vivo in un altro posto, adesso.

Io non so dov’è, adesso.”


I monologhi della vagina,

Eve Ensler





 
 
 

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Wallstone Dream
BDSM e FEMMINSIMO

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