IN UN MONDO DI SQUALI VOGLIO ESSERE UN DELFINO
- Mic Wallstone
- 4 gen 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 27 gen 2025

Non ho mai visto così tanto patriarcato nell’industria erotica italiana di quanto ne veda nella vita di tutti i giorni. Uomini disturbati, vecchi, viscidi e donne e ragazzine vanilla insicure, che fanno le Mistress o le modelle, che venderebbero la loro madre pur di arrivare all’apice del successo e di farsi i soldi.
Ero insieme alla prima Mistress professionista con cui collaboravo. Stavamo girando delle scene e ad un certo punto, parlando di una dominatrice rumena, la Mistress disse: è brutta, grassa, non capisco perché una come lei abbia così tanto successo. A dirlo era una delle Mistress più famose in Italia.
Il commento mi lasciò senza parole, ci rimasi male ma non risposi e continuammo a girare.
Capii in seguito che la donna rumena che era stata nominata era una fra le più famose dominatrici al mondo e che quella Mistress era interessata ad una collaborazione con lei per ampliare la sua visibilità a livello internazionale.
Ricordo un fatto che mi suscitò molto fastidio. Ero stata invitata all’estero ad un summit di fama internazionale a tema Femdom (female domination), dove si ritrovano una volta all’anno le maggiori dominatrici e creators di tutto il mondo. Sono eventi esclusivi a cui aspira la maggior parte delle Prodommes (dominatrici professioniste), per la possibilità di un’enorme visibilità sui social e per le collaborazioni che possono nascere, soprattutto con professioniste di alto livello.
In quei giorni ad alcuni di questi eventi mi si avvicinava spesso questa Mistress (italiana) con cui avevo collaborato che mi conosceva bene; di tanto in tanto iniziava a parlarmi e mi presentava a qualche altra Mistress con cui già stava parlando. Mi presentava introducendo il mio nome e tentennava dubitando su come presentarmi, ridendo poi sul fatto che non si capiva come definirmi, se fossi dominante o meno, e alla fine scherzando chiedeva a me che cosa fossi, quando era molto semplice dire che ero una regista e una performer switch. Non capivo cosa ci trovasse di divertente e mi spiaceva notare quel bisogno che molte Prodommes come lei avevano di sottolineare la mia particolarità, che mi rendeva diversa dalla maggioranza, che giustificava ai loro occhi una loro superiorità di fatto nei miei confronti e quindi degli atteggiamenti svalutanti.
Realizzai molto tempo dopo che tutti quegli episodi non sono che il riflesso di una società sessista, competitiva, patriarcale, la rappresentazione di come funziona la logica del potere e di come si scala il successo nella grande macchina del business.
L’industria erotica è marcia fino al midollo. E continua a funzionare, a produrre e a vendere. Senza controlli, senza tutele.
Che funzioni perché parte di un sistema più grande che altro non è che marcio?
Che funzioni perché il patriarcato fa girare i mercati e gratificare molte poltrone?
Dopo la mia esperienza professionale mi è venuta voglia di tornare a fare BDSM, ho abbandonato l’industria erotica e ho realizzato che in un mondo di squali voglio essere un delfino.



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