I BUS DELL’ANTI PROTESTA
- Mic Wallstone
- 21 nov 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 4 gen 2025

“Questo è quello che vogliono creare, vogliono creare paura, vogliono creare terrore perché così se infrangi la legge ti fanno male.
È un metodo di oppressione, cioè nel senso ti opprimono così, ti dicono vuoi fare questo? Ti becchi le botte. Pensi che questa idea dello Stato, del sistema, sia sbagliata? Ti becchi le botte.”
Un ragazzo attivista che studia ad Amsterdam ha raccontato al Wallstone Dream della sua esperienza alla manifestazione Pro Palestina del 10 novembre 2024 nella capitale olandese.
La manifestazione sarebbe stata vietata a causa di scontri avvenuti durante la partita di calcio fra Ajax e Maccabi Tel Aviv nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 novembre: in seguito ad atteggiamenti minacciosi di tifosi israeliani che hanno intonato canti anti Palestina, strappato bandiere palestinesi ci sono stati pestaggi e risse. Nei media si è parlato di violenza che le autorità olandesi hanno definito antisemita. Per tenere le acque calme la Sindaca della città ha deciso di vietare manifestazioni per tre giorni.
Domenica 10 novembre giovani e donne hanno comunque riempito le strade per manifestare il proprio dissenso alla strage che sta avvenendo in Palestina, per dire no alla guerra. E la reazione della polizia è stata forte. “Effettivamente ti picchiano, sono super violenti” dice il giovane manifestante.
La polizia ha iniziato a circondare le persone in piazza e le arrestavano o ne facevano salire il più possibile su degli appositi bus. I poliziotti scortavano i manifestanti in punti molto distanti da Amsterdam e li scaricavano dai bus in mezzo al nulla. Il ragazzo racconta della preoccupazione e del sostegno reciproco che ci fosse sul pullman in cui era stato fatto salire dato che non si capiva a cosa si sarebbe andato incontro.
È interessante notare come nei media, al mondo, venga giustificata, abbellita una reazione violenta da parte delle autorità nei confronti di persone che non hanno rispettato le regole e oscurata con il focus su formalità come la trasgressione dei manifestanti alla violazione a protestare, in questo caso per la pace, nel momento in cui la protesta assume un significato di pericolo, di messa in discussione della sovranità.
Nella stessa settimana delle elezioni americane di Donald Trump avviene uno scontro fra la forza autoritaria e il sentimento della voce popolare.
Arriveranno a vietare le bandiere palestinesi nelle prossime partite di calcio del mondo?
“C’è la polizia che ti mette in riga e ti mette paura e le persone che non vanno hanno più paura e invece di avere la cosa da dire cazzo questa cosa non va bene, dicono cazzo non voglio essere picchiato anch’io e quindi rimangono lì. Invece c’è da dire cazzo, non va bene che se protesti ti picchiano.
Dovremmo essere il doppio in piazza la prossima volta.”





Commenti